Informazioni utili:

  • Facile
  • 15 minuti
  • 25 minuti
  • 6 persone
biscotti

Ingredienti:

  • 500 gr di farina
  • 150 gr di zucchero
  • latte q.b.
  • un pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito
  • 150 gr di burro
  • 2 uova

Ho pensato e ripensato a cosa concedermi per merenda quest’oggi e poi mi sono venuti in mente dei biscotti fantastici che un po’ di tempo fa preparai insieme al mio piccolo amico siciliano Nicolas.
Si tratta, infatti, di una preparazione appartenente alla tradizione pasticcera palermitana che prende il nome di “Reginelle di Palermo” o “biscotti della regina” o, ancora, in dialetto, “viscotta ‘nciminati”. Vi assicuro che sono dei biscotti davvero sfiziosi e friabili, ideali a colazione o, come nel mio caso, per la merenda di grandi e piccini. Ai più grandi consiglio di accompagnarli con un bicchierino di Marsala, magari dopo cena…una vera delizia!
Se siete d’accordo, io ora passerei alla ricetta ma se avete delle curiosità da raccontarmi su questi dolcetti che sanno di sole, di mare e tradizione, non esitate a contattarmi.

Procedimento:

Per preparare le “Reginelle di Palermo” mettiamo in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito e iniziamo a mescolare. Aggiungiamo il burro, le uova e il sale. Amalgamiamo e, se necessario, aggiungiamo mezzo bicchiere di latte. Quando l’impasto sarà pronto e risulterà piuttosto duretto (è questa la consistenza giusta, non temete!), lo avvolgiamo nella pellicola e lo mettiamo a riposare per un paio d’ore in frigo.
Trascorso questo tempo, riprendiamo l’impasto e formiamo dei bastoncini; spennelliamo i biscotti con un goccio di latte e li passiamo nelle codette e/o negli zuccherini colorati. Sistemiamo, poi, i bastoncini su una teglia foderata di carta da forno e inforniamo a 220° per circa dieci minuti. Proseguiamo la cottura per altri 10 – 15 minuti a 150°. Infine, sforniamo e facciamo raffreddare.

*Per correttezza v’informo che la ricetta classica prevede che i biscotti, prima di essere infornati, vengano passati nei semini di sesamo (in dialetto “cimino”, dico bene amici siculi? :D) e non negli zuccherini colorati; questa bontà, però, mi è stata insegnata da un bambino e si sa che i bambini vanno pazzi per i colori!

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