Il carnevale delle arance volanti

 Scritto da MonnyB  Postato in: Eventi  0 commenti

Da circa una settimana si è concluso il Carnevale ma io oggi vorrei parlarvi di uno in particolare che colpisce molto per la sua stravaganza: Il Carnevale della “Battaglia delle arance”.
“Alè turna carlevè” è il motto che segna l’inizio dello Storico Carnevale d’Ivrea. La leggenda risalente al XVI secolo racconta di come Violetta, figlia del mugnaio della città e promessa sposa del tiranno, si sia ribellata ai soprusi di quest’ultimo uccidendolo nel sonno tagliandogli la testa. Violetta è così diventata l’eroina della città e accanto alla sua figura è nata quella del Generale, capo dello Stato Maggiore Napoleonico.

Il Carnevale d’Ivrea rievoca ogni anno questo avvenimento coinvolgendo tutta la popolazione eporediese, che vive una settimana di festeggiamenti intensi. Accanto ai personaggi principali si affiancano inoltre i Pifferi, gli Abbà, il Podestà, le Vivandiere e i Credendari.

I giorni della battaglia delle arance, vero momento clou della manifestazione, rappresentano lo scontro tra il popolo (gli aranceri a piedi sprovvisti di qualsiasi protezione) e la tirannia (gli aranceri sul carro forniti di casco e “armatura” di gommapiuma). La città diventa così un vero e proprio arcobaleno: ai colori variopinti dei costumi d’epoca, dei travestimenti più buffi del giovedì grasso e delle divise delle diverse squadre di aranceri, si aggiunge l’arancione intenso delle arance che vengono gettate ininterrottamente per tre giorni.

Una lunga tradizione gastronomica accompagna, inoltre, la festa. Il piatto tipico per eccellenza sono i fasei gras, i cosiddetti “fagioli grassi”, che vengono cotti lentamente per circa 12 ore con salamelle e preive (cotiche arrotolate con spezie e aromi) nei pentoloni di rame e poi distribuiti nei vari rioni della città.

Lo Storico Carnevale d’Ivrea si conclude con un evento gastronomico che coincide con il primo giorno di Quaresima: la polenta e merluzzo, piatto povero tipico dei giorni di “magro”. Una volta lo si distribuiva in ogni rione, come si fa con i fagioli grassi, ma da tempo immemorabile è rimasta una tradizione del Borghetto dove il Comitato della Croazia, con i contributi di cittadini ed enti, lo prepara nei caratteristici locali di un antico forno della città e ne distribuisce alcune migliaia di razioni a mezzogiorno del mercoledì delle ceneri.

Da non dimenticare, infine, i tipici dolci della tradizione carnevalesca eporediese quali le bugie, i canestrelli (biscotti sottili e friabili al gusto di vaniglia o cacao) e le frittelle di mele, il tutto accompagnato da un fumante bicchiere di vin brulè. E allora che dire… Non perdetevelo il prossimo anno, è un vero spettacolo da vedere almeno una volta nella vita!

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